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Wilde (1854-1900) visse pienamente in quella che è definita Età Vittoriana, dal nome della regina britannica Vittoria di Hannover, sovrana che conferì al proprio lungo regno un periodo di stabilità e prosperità, naturalmente non privo di aspetti negativi.

In quell'epoca di puritanesimo e commercio d'oppio con le Indie, fra apparenze di purezza ed adulteri all'ordine del giorno, egli acquistava un particolare ruolo di osservatore esterno della realtà, osservando, commentando e parodiando il turbine d'avvenimenti che lo sfiorava.

Per quanto concerne le maggiori contraddizioni di quel periodo che toccarono Wilde in prima persona, non è possibile tralasciare quel valore rappresentato dalla famiglia, e parlare inevitabilmente di ciò che significasse, per l'epoca, l'omosessualità.

In quanto uomo del suo tempo, facente parte di una società fortemente maschile, nella quale la divisione dei sessi era fortemente accentuata, l'autore ebbe completa influenza sulla propria moglie, condizionando la vita della donna dalla moda persino alle idee. Nonostante ciò, egli provava una profonda devozione, sia per la consorte, sia per i due figli che ella gli donò, due eredi maschi. Sotto questo punto di vista, egli si dimostrò impeccabile.

Ed ora l'argomento più controverso per la critica. Innanzitutto, è bene dire che Wilde si macchiò più d'adulterio che di omosessualità. Infatti, all'epoca, era il tradimento cosa estremamente comune, specialmente nella vita dispersiva e libertina delle classi aristocratiche. Per una moglie, poco importava che l'uomo l'avesse tradita con una donna o con un rappresentante dello stesso sesso, e comunque l'adulterio commesso di parte maschile doveva essere accettato dalla donna, la quale doveva impegnarsi al fine che la cosa non creasse scompiglio in pubblico o si ritorcesse contro il nome della famiglia mantenendo un rigoroso silenzio.

I risvolti per l'opinione pubblica erano poi ben differenti. La sodomia era condannata dalla legge di vari paesi con anni di carcere duro, basti pensare, oltre a Wilde, al caso del poeta francese Verlaine, condannato per atti sodomitici dalla legislazione belga. Ciò dipendeva essenzialmente da uno statuto fortemente condizionato dal pensiero religioso puritano, il quale traeva energia da una rigorosa interpretazione della parola bibilica, la quale, appunto, condannava la sodomia.

Che Wilde sarebbe vissuto meglio ai giorni nostri, data la sua fama di uomo "fuori del suo tempo"? Ma che ne sarebbe stata della sua storia, della storia del mondo, se così fosse stato? E quanto era diversa la società dalla nostra? Wilde morì alla fine dell'epoca vittoriana, ma, piuttosto che concludere un'era, è probabilmente meglio asserire che egli ne aprì una nuova, quella della nostra confusa, ipocrita, brillante modernità.

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